[ download una storia intrecciata ]

Era il 1975 quando...

Tonino aiutava sua madre nella lavorazione dei pannelli, meglio conosciuti come “Carticine”, stuoie intessute con ramoscelli di salice che venivano avvolti intorno a un telaio di ferro per intrecciare le pochette.

Accoccolato accanto a mamma Duilia, le sue mani minute infilavano leste i giovani vimini, un SAPER FARE all’ordine del giorno, che si apprendeva in tenera età come fosse la cosa più naturale del mondo.
La passione era ancora acerba, la sua fanciullezza non si curava del futuro, ma la padronanza dei gesti gli apparteneva già.
Le qualità dell’ARTIGIANO INTRECCIATORE avevano già attecchito nel suo cuore.
Nel 1987 Dino, suo fratello maggiore, decide di avviare la propria attività di intreccio, e Tonino non esita ad unirsi a lui in questo percorso che coinvolgerà negli anni tutto il resto della famiglia, e non solo.
Nel 1991 si associa infatti Morena Petrini, moglie di Tonino, e via via i figli sopraggiunti in corso d’opera: Diego, Sara e Davide. Non da ultimi gli amici a quattro zampe (tre cani e un gatto) e, soprattutto, l’amico pennuto dal becco birichino. Un inseparabile collaboratore, o meglio, un collaboratore poco collaborativo… Rocco, il bellissimo pappagallo Ara con un debole per il midollino, che si diverte a disfare gli intrecci di vimini! La mascotte dell’azienda che con i suoi dispetti tinge di colore le laboriose giornate dei suoi amorevoli padroni svolazzando da una spalla all’altra.
I fratelli Nardi partirono muniti dell’audacia propria della giovinezza e del loro singolare biglietto da visita: un pannello impreziosito da un ricamo. Un’opera insolita che destò l’interesse di una bottega toscana e decretò l’inizio di un’avventura. Piano piano iniziarono a collezionare ordini, prima modesti poi notevoli, vantando collaborazioni con aziende di rilievo nell’ambito del Fashion e Design.

Gli anni Novanta decretarono una grave battuta d’arresto per il settore, la forte crisi innescata dalla spietata concorrenza dell’industria asiatica provocò la chiusura di molte ditte artigiane. Tonino e la sua famiglia non furono risparmiati da questo sconvolgimento, il peggioramento degli affari non faceva che aumentare la tentazione di mollare tutto per cedere alle lusinghe di qualche lavoretto stagionale utile a sbarcare il lunario.
È grazie alla tenacia della famiglia Nardi, la stessa tenacia impiegata per piegare e intrecciare il vimini, se la loro ARTE è riuscita a superare le difficoltà del settore, a sopravvivere alla furia del consumismo, alla minaccia dei prodotti industriali, al detrimento dei manufatti artigianali.
La voglia di restare uniti, di sostenersi a vicenda, di stringere i denti, di non lasciarsi sopraffare dagli eventi, di difendere una passione, di mantenere una tradizione che è
più di una tradizione, bensì la carta d’identità dell’unico paese in Italia specializzato nell’intreccio artigianale, questi sono gli ingredienti che hanno reso l’officina targata Nardi quella che è oggi.